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Fratelli d'Italia
Un fenomeno complesso come l'immigrazione è stato ridotto ad emergenza grazie a una serie di luoghi comuni. Scopriamo assieme quelli più diffusi.
Un gruppo di osservatori dell'immigrazione ha raccolto i dati contenuti nei più recenti rapporti e ha elaborato un documento utile per superare paure, pregiudizi e ignoranza. Lo poniamo alla vostra attenzione.
A cura di GIUSEPPE CIVATI, ILDA CURTI, ERNESTO RUFFINI, ROBERTO TRICARICO.
GRAZIE A ALESSANDRO CAPRICCIOLI e FRANCESCA TERZONI.
È un'iniziativa de La "banda" larga - www.ibandalarga.it
Dal rapporto MANDIAMOLI A CASA
"Sono tantissimi"
Quanti sono davvero gli immigrati regolari e irregolari
Al 1° gennaio 2009 gli immigrati presenti in Italia erano oltre 4,8 milioni di cui i regolari erano 4,4 milioni e 400mila gli irregolari. Rispetto al 2008, gli immigrati irregolari diminuiscono sensibilmente, secondo le stime (un calo superiore al 30%).
Fonti: analisi Ismu e dati Istat
Da dove vengono?
La provenienza degli stranieri in Italia:
Rumeni 968.000
Albanesi 538.000
Marocchini 497.000
Cinesi 215.000
Ucraini 200.000
Filippini 145.000
Fonte: Ismu
Chi sono gli irregolari?
Le stime della Fondazione Ismu del 2008 rilevano che la comunità asiatica proveniente da Cina
(10% di tutti gli irregolari), Bangladesh (9,9%), India (7%) e Pakistan (5%) raccoglie più di 207.000
individui irregolari complessivamente pari a quasi un terzo dei 651.000 totali.
La nazionalità dove si ritrova il maggior tasso di irregolarità è quella marocchina (17,1% di tutti gli
irregolari, pari a 111.300 persone irregolari): la presenza irregolare di origine nordafricana è pure
molto forte, con un totale di circa 135.000 persone se ai marocchini si aggiungono gli Egiziani (3,7%).
La provenienza dell'Est Europa tra Ucraina (6,3%) e Moldova (5,1) vede 72.500 irregolari.
"Vengono tutti in Italia!"
No, sono presenti anche in altri Paesi
Guardando ai dati del 2008, gli immigrati rappresentano complessivamente circa il 6% della popolazione: tale dato è in linea con la media dell'Unione Europea a 27 che si attesta al 6,2%.
Percentuale di stranieri (2008)
Unione Europea 6,2%
Irlanda 12,6%
Spagna 11,6%
Austria 10,2%
Germania 8,8%
Gran Bretagna 6,6%
Italia 5,8%
Francia 5,7%
Nel dicembre del 2008 la popolazione italiana ha raggiunto il traguardo di 60 milioni di individui
sostanzialmente grazie all'apporto degli immigrati. Sul totale dei nati in Italia l'11,4% ha genitori di origine non italiana. È evidente dunque che gli stranieri sono una componente indispensabile a livello demografico per mantenere l'Italia un paese giovane.
Fonti
Dossier Caritas/Migrantes sulla Criminalità - Ottobre 2009
Comunità di Sant'Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009
Rapporto Ismu 2009
"Non gli facciamo costruire le moschee,
perché nel loro paese non ci fanno costruire le chiese?"
Ma in vari paesi islamici ci sono chiese cattoliche
Molti politici invocano la reciprocità, un concetto del tutto erroneo, perché induce a negare diritti a
individui per il semplice fatto che provengono da Paesi dove questi diritti sono negati. Questo
argomento è spesso richiamato quando si parla di luoghi di culto.
Nei paesi islamici i cristiani sono un numero molto esiguo, ma è comunque loro garantito un luogo
di culto. Ancora una volta i dati sono eloquenti: ad esempio in Marocco i cattolici sono circa 27 mila,
pari a meno dello 0,1%, su una popolazione di 33.757.750 abitanti. Il Marocco ospita 3 cattedrali e 78
chiese.Il Marocco non è l'unico esempio dove sia garantita ampia libertà di culto.
Si contano trentadue cattedrali in Indonesia, una cattedrale in Tunisia, sette cattedrali in Senegal, cinque cattedrali in Egitto, quattro cattedrali e due basiliche in Turchia, quattro cattedrali in Bosnia, una cattedrale negli Emirati Arabi Uniti, sette cattedrali in Pakistan, sei cattedrali in Bangladesh. L'unico paese in cui non
vi è la presenza di luoghi di culto cristiani è l'Arabia Saudita, un paese filooccidentale da sempre, il cui governo ha avviato una campagna contro le religioni diverse da quella islamica. In ogni caso, negare luoghi di culto riconosciuti è del tutto contrario alla nostra Costituzione (artt. 19 e 20).
La maggioranza degli stranieri è cristiana
Tra gli stranieri presenti in Italia i cristiani sono quasi il doppio dei musulmani.
Religioni tra gli stranieri
1)Cristiani 1.960.000 di cui:
Cattolici 860.000
Altri cristiani ( protestanti, ortodossi e copti ) 1.100.000
2)Musulmani 1.200.000
3)Altre confessioni (induisti, buddisti, sikh) 200.000
4)Atei 230.000
5)Non dichiarati 80.000
Fonte: Rapporto Ismu 2009
"Vengono qua e ci rubano il posto, lavorando in nero"
Ma gli immigrati hanno lavori regolari…
La quasi totalità di immigrati adulti con permesso di soggiorno presenti in Italia sono iscritti all'Inps.
I dati che si riferiscono all'anno 2007 sono abbastanza eloquenti: gli assicurati
stranieri sono 2.173.545, pari al 92% di tutta la popolazione straniera regolare censita.
È evidente che il lavoro nero sarà invece l'unica opzione per gli immigrati senza permesso di
soggiorno, in quanto la legge impedisce loro di essere assunti in modo regolare, non avendo i
documenti in regola.
…e fanno lavori che gli italiani non farebbero
Gli immigrati svolgono lavori che non sarebbero occupati da italiani. Le statistiche dell'Inps
confermano che il lavoro straniero ha quasi naturalmente colmato un vuoto
provocato da fattori demografici. I dati dei vari Decreti Flussi confermano ancora la grande richiesta di lavoro da parte di imprenditori italiani. Le richieste di lavoro nominative nel 2006 sono state 500.000 e nel 2007 ha superato le 740.000. Per la gran parte, il 48,9%, queste domande si riferiscono a lavoro domestico o assistenziale alla persona; nel settore edilizia sono state il 17,7% e per altri settori produttivi, operai o agricoltori, il 33,4%.
Il lavoro straniero permette alle donne italiane, che hanno tassi di occupazione bassissima rispetto alla media europea, di essere impiegate, in quanto gli immigrati svolgono mansioni di assistenza domestica e familiare che altrimenti sarebbero svolte dalle potenziali lavoratrici italiane. Inoltre, a fine 2008 si contavano circa 240mila cittadini stranieri titolari di impresa (il 7% del totale), in prevalenza
a carattere artigiano, che garantiscono il lavoro anche ad alcuni dipendenti (attorno ai 200mila,
secondo la stima riportata in ImmigratImprenditori della Fondazione Ethnoland). Il Dossier Caritas
2008 stima che questo settore, tenendo anche conto dei soci e delle persone coinvolte in altri ruoli,
impieghi mezzo milione di persone.
Gli stranieri contribuiscono al Pil in modo significativo
Nel 2007 il contributo degli stranieri è stato del 9,1% del PIL. Considerato che la loro presenza era
pari al 5,8% della popolazione, il contributo al PIL di uno straniero è mediamente più alto di quello di
un italiano. Questo dato può essere solo in parte spiegato con una differenza anagrafica della
popolazione straniera.
.
Fonti:
Dossier Caritas/Migrantes sulla Criminalità - Ottobre 2009
Rapporto Ismu 2009
Comunità di Sant'Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009
Laura Squillaci, Inps, il "tesoro" degli immigrati, Il Sole 24ore, 1.9.2008
Giuseppe Maddaluna e Francesco Papa, I giovani stranieri danno ossigeno ai conti del welfare, Il Sole 24ore, 1.9.2008
Dossier Banca d'Italia, L'economia delle regioni italiane nell'anno 2008
"Quelli che vengono sono i peggiori!"
Ma lavorano quanto gli italiani…
L'Associazione Naga da anni aiuta immigrati senza permesso di soggiorno nella zona di Milano: nel
2008 ha considerato la condizione dei 4.400 immigrati che hanno chiesto assistenza.
Gli immigrati al loro arrivo non conoscono la lingua e non si sanno orientare nel paese; una volta
avuto il tempo di ambientarsi in Italia trovano facilmente occupazione: questo vale tanto per gli
stranieri irregolari che regolari.
Le percentuali di occupati per coloro che risiedono in Italia da meno di un anno è solo del 34%, ma dopo due anni arriva a circa il 65% fino ad arrivare al 76% dopo quattro anni.
I dati Naga segnalano che la quota di immigrati irregolari che lavorano è assolutamente uguale a
quella della popolazione italiana. La media di occupati nella popolazione italiana tra i 15-65 anni è
del 58,7% che sale in Lombardia al 66,7%: il campione Naga registra un tasso del 60% ma bisogna
comunque tenere conto che un quarto del campione è in Italia da meno di un anno: al crescere della
permanenza gli irregolari occupati arrivano a superare il dato riferito agli italiani.
… hanno un titolo di studio
La comunità di Sant'Egidio segnala che su circa 32.000 studenti che hanno
frequentato la scuola di lingua italiana evidenzia che l'86% ha studiato nel loro paese di origine oltre
11 anni e il 37% è in possesso di un diploma di laurea.
La stessa realtà è evidenziata dal già richiamato rapporto Naga che riguarda solo immigrati
senza documenti in regola: gli analfabeti sono il 4,2%, coloro che hanno un titolo di scuola media
superiore sono il 42,8%, mentre i laureati sono il 10,2%.
Gli immigrati hanno spesso un'istruzione uguale o superiore alla media agli italiani.
…e non sono criminali più degli italiani
I tassi di criminalità, cioè il numero dei reati ascritti a stranieri sul totale della popolazione straniera,
non è molto dissimile da quello degli italiani: gli italiani fanno segnare secondo dati del Ministero
dell'Interno lo 0,7%, mentre gli stranieri salgono al 3,8% (tra questi vengono conteggiati anche reati
legati alla immigrazione clandestina (false dichiarazioni sull'identità, ecc). Se si considerano gli
immigrati regolari il rapporto, infatti, scende all'1,4%.
Una ricerca del 2008 della Banca d'Italia rivela che il numero dei permessi di soggiorno nel periodo 1990-2003 si è quintuplicato, mentre la criminalità ha mostrato una lieve flessione.
Il rapporto della Banca d'Italia conclude: "in linea teorica non c'è stato un aumento diretto della
criminalità in seguito alle ondate di immigrazione in nessuno dei reati presi in considerazione (reati
contro la persona, contro il patrimonio e traffico di droga)".
"Meno immigrati, meno criminali"
Quando l'immigrazione è divenuto un fenomeno, cioè dal 2001 al
2005 (anno in cui vi sono rilevazioni di Istat e Ministero dell'Interno), le denunce a carico di stranieri
sono leggermente aumentate passando da 513mila a 550mila ma bisogna considerare che la
popolazione straniera regolare è allo stesso tempo raddoppiata (da 1.334.889 a 2.670.514 persone
8
regolarmente presenti) e che nel dato sulle denunce si tiene conto degli stranieri senza permesso di
soggiorno.
La quota di stranieri denunciati sul totale degli stranieri regolari in Italia si ferma al di sotto del 2%.
La tesi della corrispondenza tra consistenza numerica degli immigrati e reati da loro commessi è
rigettata in una ricerca del 2008 della Banca d'Italia: il numero dei permessi di soggiorno nel
periodo 1990-2003 si è quintuplicato, mentre la criminalità ha mostrato una lieve flessione.
Si può anche considerare che l'Istat riporta come le condanne a carico di stranieri siano rimaste
praticamente stabili si va dal 26,6% del 2001 al 26% del 2006: naturalmente tra questi vengono
conteggiati anche gli irregolari.
Secondo quanto riporta il Ministero dell'Interno l'incidenza degli stranieri
tra i denunciati varia molto a seconda dei reati. Si va da incidenze basse, come il 3% per le rapine in
banca o il 6% per quelle negli uffici postali, al poco meno del 70% che caratterizza i borseggi, ovvero
quelli che la classificazione riportata definisce "furti con destrezza". Interessante è infine notare che
per gli atti di libidine (tra cui rientrano i reati sessuali) sono stati denunciati cittadini stranieri nella
misura del 9%.
Fonti
Ministero dell'Interno
Istat, Italia in cifre, anni 2007, 2008, 2009
Dossier Caritas/Migrantes sulla Criminalità - Ottobre 2009
Rapporto sulla criminalità in Italia. Analisi, Prevenzione, Contrasto, Ministero dell'Interno, 2007
Caritas su dati Ministero dell'Interno e ISTAT (2005)
"Infatti sono tutti in galera"
E il reato di immigrazione clandestina?
I detenuti stranieri costituiscono una buon parte del totale: sono il 37,4% con differenze importanti
da zona a zona.
È senz'altro vero che la popolazione carceraria è composta in maniera preponderante da stranieri
soprattutto se in rapporto alla popolazione. È anche vero che bisogna analizzare i reati per i quali
sono perseguiti per comprendere la loro effettiva pericolosità sociale.
Moltissimi immigrati finiscono in carcere per infrazioni legate alla loro condizione di clandestinità:
sul totale delle denunce a carico di stranieri, infatti, quasi il 30% delle denunce è legato
all'immigrazione clandestina. In particolare: trasgressione delle leggi in materia di immigrazione
(14,7%), false dichiarazioni sull'identità (4,2%), resistenza a pubblico ufficiale (3,8%), falsità di privati
in atti pubblici e atti falsi (3,4%). In questa rassegna non è ricompresa la nuova fattispecie di
immigrazione clandestina (il 'reato' introdotto dal governo Berlusconi) che potrebbe aumentare di
molto le statistiche.
Su un totale di circa 65mila detenuti, il 37%, è composto da immigrati provenienti per lo più dal Nord
Africa, dalla Romania e dall'Albania. Più precisamente sono circa 4.333 i detenuti stranieri
provenienti da paesi comunitari e 19.666 quelli da paesi extracomunitari. Negli istituti penitenziari
del Nord la percentuale di detenuti stranieri oscilla tra il 60 e il 70% e in alcune carceri si arriva
all'83% (Padova).
La motivazione dell'arresto degli stranieri è spesso legata a piccoli reati, per i quali è prevista una
pena detentiva di breve durata, in alcuni casi inferiore a sette giorni, e alla mancata concessione di
misure alternative alla pena detentiva, che - invece - sono usualmente concesse agli italiani.
Agli stranieri, infatti, proprio in ragione del loro mancato radicamento
all'interno di una comunità territoriale, le forme alternative di esecuzione della pena previste
dall'Ordinamento Penitenziario sono raramente applicate.
FontiOsservatorio ItaliaRazzismo
Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria
Rapporto Ismu 2009
Rapporto sulla criminalità in Italia. Analisi, Prevenzione, Contrasto, Ministero dell'Interno, 2007
Transcrime
"Vengono qui e si fanno curare a nostre spese"
Ma pagano le nostre pensioni
ll sistema previdenziale è costruito su un sottile equilibrio tra lavoratori e pensionati: i primi pagano
la pensione ai secondi, in attesa di andare in pensione. Quindi più pensionati ci sono, più lavoratori
sono necessari perché il sistema non collassi.
I lavoratori immigrati hanno contribuito a tenere alto il rapporto tra lavoratori e pensionati con la loro
partecipazione all'Inps. Il sito creato da un gruppo di docenti universitari di economia www.lavoce.info ha sottolineato come l'istituto di previdenza sia in attivo
sostanzialmente per i contributi stranieri: l'apporto degli immigrati appare il fattore più rilevante
proprio perché rappresenta il fatto nuovo e più significativo dell'ultimo decennio in termini di
crescita degli occupati e dei relativi contributi previdenziali, in grado di spiegare, quasi da solo,
accanto all'aumento delle aliquote, il mutamento nei conti economici dell'Inps.
I dati dell'Inps mostrano come i contributi degli immigrati nel 2008 siano circa il 4% del totale, pari a
circa 6,5 miliardi. Quindi, i contributi degli stranieri pagano il 4% delle nostre pensioni.
Gli stranieri saranno pensionati solo fra molti anni, non "pesando" così sul bilancio dell'Inps. Questo in
quanto l'età media degli stranieri residenti è 30,9 anni, mentre quella degli italiani è di 43,5 anni.
Inoltre, www.lavoce.info sottolinea che gli immigrati stranieri realmente percettori di una prestazione Inps
sono un numero esiguo, inferiore al 2%.
…e le tasse
L'Agenzia delle entrate ha reso noti i dati che si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi per l'anno
2004, quando sono state presentate 2.259.000 dichiarazioni da parte di cittadini stranieri. L'81%
degli stranieri regolari all'epoca aveva dichiarato di percepire redditi. Dal 2004 al 2008, l'apporto
degli immigrati al gettito è passato da 1,87 miliardi a 3,2 miliardi di euro.
Quanto abbiamo incassato dalle sanatorie
La regolarizzazione del settembre 2009 si è chiusa con 294.744 domande di assunzione di
lavoratori non comunitari come collaboratori familiari o badanti: l'operazione ha fruttato 154 milioni
di euro in contributi arretrati e marche, mentre nel periodo 2010-2012 farà entrare nelle casse
dell'Inps 1,3 miliardi di euro supplementari.
Contribuiscono più di quanto percepiscano
È evidente che per il sistema previdenziale gli immigrati sono più una risorsa che una zavorra.
Il rapporto Caritas 2008 evidenzia che secondo i dati del 2005, per interventi diretti rivolti
specificamente agli immigrati sono stati spesi dai comuni 136,7 milioni di euro, il 2,4% della loro
spesa sociale, pari a 53,9 euro pro capite. Tenendo conto che gli immigrati sono anche beneficiari dei
servizi rivolti alla generalità della popolazione, le somme utilizzate a loro beneficio potrebbero salire
al massimo a 1 miliardo di euro e dunque sarebbero abbondantemente coperte dalle entrate che essi
garantiscono.
Altre studi della Banca d'Italia, pur nella difficoltà di calcolare l'incidenza degli immigrati sulla spesa
sociale, confermano che agli immigrati vada circa il 2,5% di tutte le spese di istruzione, pensione,
sanità e prestazioni di sostegno al reddito, al massimo la metà di quello che assicurano in termini di
gettito.
Fonti
Dossier Caritas 2008 e 2009
Rapporto Ismu 2009
Comunità di Sant'Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009
E l'immigrato aiuta le pensioni degli italiani, Andrea Stuppini, 01.12.2009, Lavoce.info
"Nelle graduatorie per la casa sono favoriti gli stranieri"
Gli immigrati non sono favoriti
Per considerare l'incidenza degli stranieri sulle case popolari è stata considerata la situazione del
Comune di Torino dove esistono circa 18.000 alloggi pubblici.
I criteri per assegnare le case popolari non favoriscono gli stranieri, anzi. Per presentare la domanda bisogna essere residenti in Italia da almeno dieci anni e tra i parametri di cui si
tiene conto in prima battuta per stilare le graduatorie ci sono il reddito (che però assegna un punteggio
poco rilevante) e numero di componenti solo se superiore a 5 unità. In seconda battuta si tiene conto
dell'età e di eventuali disabilità che abbia il soggetto. Gli immigrati sono tendenzialmente giovani,
perfettamente abili e con nuclei familiari sotto le 5 unità.
…e non vincono nelle graduatorie
Negli ultimi anni a Torino i bandi per l'assegnazione degli alloggi pubblici sono stati nel 2004 e nel
2009. Le domande presentate da cittadini stranieri sono state una buona parte del totale (nel 2004
sono il 31% e nel 2009 salgono al 45%), tuttavia solo pochi sono effettivamente assegnatari di case
popolari: rispetto al bando 2004 solo il 10% è rappresentato da stranieri.
Fonte: Assessorato alle politiche per la casa, Comune di Torino
Il dato reale
I dati dell'assessorato alle
Politiche della casa del Comune di Genova spazzano via i luoghi comuni. Meno del 5% degli alloggi
a disposizione è stato assegnato ad un "nuovo" genovese. Il riferimento è all'ultimo bando
pubblicato a fine 2007: dal primo gennaio 2009 al 15 dicembre passato, sono stati assegnati 115
alloggi ad altrettanti cittadini italiani. È il 69,28%. Ai genovesi di origine straniera sono andati 9
alloggi in tutto, il 7,83%. Vanno anche considerate le 61 sistemazioni provvisorie: di queste solo 10
relative ad extracomunitari. Insomma, per 185 abitazioni messe a disposizione dal Comune ci sono 9
contratti stipulati da extracomunitari. Erano state presentate 3.182 domande, poco meno di un quarto
da non italiani: di questi, 52 con cittadinanza europea, gli altri 702 provenienti da continenti diversi.
A Bologna, le richieste di una casa al Comune da parte di stranieri nell´ultima graduatoria
(aggiornata ad agosto 2009) sono il 46% del totale, mentre nelle assegnazioni si fermano a quota
35% (77 alloggi contro i 142 assegnati a italiani). Sui 12.458 alloggi popolari attualmente assegnati
dal Comune di Bologna, 1.122 sono occupati da stranieri (9,64%). Dato da confrontare con la
percentuale dei residenti che arrivano dall'estero: a Bologna sono l'11,2%.
Per quanto riguarda le graduatorie, facendo riferimento al Comune di Monza, graduatoria 2008
(terzo bando, 2° semestre), nelle prime 100 assegnazioni, sono 22 gli stranieri assegnatari.
Fonti
Repubblica Metropoli su dati Comune di Genova e di Bologna.
Comune di Monza.
Gli immigrati comprano casa
Prato è la provincia italiana con la più alta percentuale di acquisti di stranieri, sul totale mercato
immobiliare (23%), seguita da Roma (16,5%), Torino (11,5%), Venezia (9,2%), Milano (7,8%) e Bologna
(6%).
Fonte: Scenari immobiliari
"Ci portano via le nostre donne"
Ma sono gli italiani che sposano le "loro" donne
Vediamo quanti stranieri sposano italiane, quanti italiani sposano straniere.
Nel 2006 si sono celebrati 245.992 matrimoni, il 9,8% sono misti (24.020).
La maggior parte, esattamente 19.029, riguarda un cittadino italiano che sposa una cittadina
straniera. L'80% dei casi.
Fonte: Comunità di Sant'Egidio, Immigrazione e sicurezza. Rapporto 2009.
"Ci vogliono le ronde"
Prima del decreto Maroni c'erano 68
ronde (di cui 17 in Lombardia, 10 in Veneto, 5 in Piemonte, Liguria, Emilia, Toscana), dopo il decreto
solo 6 di queste hanno chiesto di essere 'regolarizzate' (2 a Roma, 1 a Milano, 1 a Treviso).
Quasi tutte le norme regionali sono state impugnate e bocciate dalla Corte Costituzionale, a
cominciare dalla legge contro i phone center in Lombardia, così come alcune norme riguardanti il
criterio di residenza per l'accesso ai servizi (casa e trasporti, ma anche bonus bebè).
In generale, numerose sentenze del Tar hanno invalidato ordinanze e delibere comunali
discriminatorie.
Nessuno conosce i risultati di simili iniziative, se non dal punto di vista della penalizzazione degli
stranieri, spesso imprenditori o liberi professionisti, che in molti casi si trovano costretti a chiudere.
Norme cattive, discriminatorie, strumentali, elettorali, poco concrete e nella stragrande maggioranza
dei casi del tutto inutili, che creano tensioni e, anziché risolvere i problemi, li rinnovano e li
rilanciano.
"Ci vogliono classi per soli stranieri"
Ma molti alunni stranieri sono nati in Italia e parlano italiano
Gli alunni figli di genitori stranieri, nell'anno scolastico 2008/2009, sono saliti a 628.937 su un totale di
8.943.796 iscritti, per un'incidenza del 7%. Gli alunni stranieri sono tali solo all'anagrafe, essendo in buona parte dei casi nati in Italia e vissuti per tutta la loro vita con coetanei italiani: per costoro evidentemente la
lingua non è un problema. Quasi 4 su 10 (37%) sono nati in Italia, ma il rapporto sale a 7 su 10 (71,2%)
tra gli iscritti alla scuola dell'infanzia.
Le maestre non ricorrono a tetti o classi d'inserimento
Dal rapporto Ismu 2009 emerge che lo strumento al quale maestre e professoresse più ricorrono per
l'integrazione dell'alunno straniero è l'inserimento in classi a stretto contatto con i coetanei; viene
trascurato il ricorso a tetti per classi o al raggruppamento degli studenti di uno stesso paese.
Ci vorrebbe più integrazione e sostegno nel corso degli studi
Nel percorso scolastico s'incontrano differenze tra gli studenti immigrati e quelli italiani a causa di
problemi di ritardo, dispersione, insuccesso, specialmente nella scuola secondaria superiore.
Gli studenti immigrati sono promossi in misura sostanzialmente uguale nella scuola elementare, dove
i programmi d'inserimento sono più specifici e mirati (99,9% di studenti italiani contro il 96,4% di
stranieri), mentre le differenze si accentuano nella scuola media e superiore, dove sono pressoché
assenti programmi d'integrazione (nella media 97,3% contro il 90,5% e nella superiore l'86,4% contro il
72%).
Fonti
Elaborazioni su dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
Dossier Caritas 2009
Rapporto Ismu 2009
"Non si vogliono integrare"
Nella presentazione della proposta di legge Granata-Sarubbi, presentata il 30 luglio 2009, così si
legge: "Nel 2007, i nati di cittadinanza non italiana hanno superato quota 64.000, corrispondenti a
circa l'11,4 per cento del totale, con un incremento di quasi il 90 per cento rispetto alla situazione di
soli sei anni fa. Importanti sono anche le cifre riguardanti il mondo del lavoro (stranieri sono poco
meno del 10 per cento degli occupati), l'incidenza sul lavoro autonomo (165.000 nel 2007 sono stati i
titolari di impresa; 52.000 i soci e 86.000 le altre figure societarie) e di chi acquista casa (120.000 i
mutui accesi dagli stranieri). Tutti dati che dimostrano come la popolazione straniera tenda a
scegliere l'Italia come Paese di adozione.
Notiamo la differenza macroscopica tra questi Paesi: nel 2005, 19.266 stranieri hanno acquisito la
cittadinanza italiana; nello stesso periodo erano 154.827 in Francia, 117.241 in Germania e 48.860 in
Spagna. Utile è anche l'analisi delle cittadinanze concesse in Italia negli ultimi anni: un aumento
importante (dalle 10.645 nel 2002 alle 35.766 del 2006) ma che non raggiunge mai il livello degli altri
grandi Paesi europei di immigrazione.
"Fermiamo gli sbarchi!"
Solo una piccola parte di immigrati arriva in Italia via mare: dal 1998 al 2007,
gli stranieri sbarcati sulle nostre coste variano da 13.000 a 50.000 a seconda
dell'anno. I clandestini sbarcati non hanno
mai superato il 15% del totale.
La maggior parte degli immigrati viene in Italia con
visto turistico, attraverso un transito regolare dalle frontiere (in particolare orientali), molti, tra l'altro,
sono neocomunitari. È questa, e non quella dei clandestini, la componente più cospicua della
presenza straniera irregolare.
Fonte: Ministero dell'Interno, Rapporto criminalità 2007.
"Come fanno ad accettare di lavorare per pochi euro?"
A Rosarno gli immigrati che lavoravano nella raccolta degli agrumi percepivano 20 euro al giorno, di
cui 5 da restituire al caporale. La giornata di lavoro è di quattordici ore.
Il 40% di chi non ha il permesso di soggiorno guadagna meno di 5 euro l'ora, mentre tra i regolari la
percentuale scende al 10%. In queste condizioni, gli immigrati irregolari continuano a venire in Italia
perché trovano facilmente lavoro, anche senza permesso di soggiorno.
Le morti bianche aumentano tra gli stranieri (+8%) e calano tra gli italiani.
Gli infortuni: 3,9% tra gli italiani, 4,4% tra gli stranieri. Secondo il dossier Caritas/Migrantes, gli
infortuni occorsi agli stranieri sono il 16,4% del totale (ricordiamo che gli stranieri costituiscono il 7%
della forza lavoro). Dei regolari, lavora l'88,2%, degli stranieri in attesa di permesso di soggiorno l'81,6%, degli irregolari tout court il 65,8%. I cosiddetti 'clandestini', quindi, lavorano in quasi 4 casi su 5 e non sono
'criminali', ma lavoratori in nero.
"Aiutiamoli a casa loro"
Ma l'Italia ha ridotto i fondi per gli aiuti internazionali
Ecco cosa dice Bill Gates a proposito del protagonismo dell'Italia nei confronti degli aiuti ai Paesi
poveri: "Nella comunità internazionale c'è solo un paese che ha ridotto gli aiuti allo sviluppo e
questo è l'Italia. Io la chiamo la mia lista della vergogna, ma sono felice che in questa lista fino ad
ora ci sia solo un Paese. Se ci fossero dieci paesi, sarebbe grave".
Percentuale aiuti su Pil
Svezia 0.99%
Norvegia 0,98%
Obiettivo Onu 0,7%
Media Paesi occidentali 0,45%
Spagna 0,43%
Svizzera 0,42%
Austria 0,42%
Germania 0,38%
Francia 0,38%
Portogallo 0,25%
Italia 0,21%
Usa 0,19%
Fonte: Gates Foundation.