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Tom Mcrae
The Alphabet of The Hurricane 2010 Cooking Vinyl
di Michele Montagano
TRACKLIST
1. Still Love You
2. A Is For…
3. Won't Lie
4. Summer Of John Wayne
5. Told My Troubles To The River
6. American Spirit
7. Please
8. Out Of The Walls
9. Me And Stenton
10. Can't Find You
11. Best Winter
Avete presente Rob Fleming in Alta Fedeltà quando si chiedeva se fosse venuta prima la musica o la sofferenza? Mi viene spesso da pensare a questo quesito: ascoltiamo musica perchè soffriamo? O soffriamo perchè ascoltiamo musica? Quanto possono essere "potenti" per la nostra psiche certe canzoni specialmente se d'amore? Quando ascolto Tom Mcrae penso sempre una cosa: perché lo sto facendo?! Figlio di due vicari della chiesa d'Inghilterra, il ragazzo inizia la sua carriera di cantante in chiesa facendo il corista. Emulando i suoi idoli Billy Bragg, Bob Dylan, Paul Simon, Neil Young, Kate Bush, comincia a creare il suo personalissimo stile, malinconico e perennemente tormentato da pene d'amore. L'uscita del suo primo disco nel 2000, cavalcando l'onda della nuova scena del movimento acustico, lo pongono subito in alto nella nuova sfera cantautoriale inglese. Sono proprio canzoni come The boy whit the bubblegun, "If songs could kill this one's for you" che lasciano da subito intravedere la malinconica, struggente e poetica, forza delle sue parole e della sua voce. Un grande disco d'esordio, nulla da dire. La critica, entusiasta, l'accosta a Bob Dylan e Nick Drake indiscussi punti di riferimento per le nuove generazioni di songwriter. Con l'uscita del suo quinto disco, "The alphabet of the Hurricanes", non possiamo certo dire, per chi già lo
conoscesse bene,che la formula ballad chitarra, piano, voce, sia cambiata, ma non è forse questo che ci aiuta a capire perché siamo felici di essere depressi se il prezzo da pagare è ascoltare gente come Tom? Come nei dischi successivi all'omonimo esordio, si iniziavano a vedere i primi sfoghi elettrici, anche qui assistiamo all'introduzione di qualche sfiziosa novità, brani come "Won't lie" e "Still love you" aggiungono sonorità folk in un album che complessivamente non si distacca poi molto da ciò che avevamo sentito nei precedenti. Poi abbiamo canzoni come "Me and Stenton" che rimandano al blues e la spettrale "Out of The Walls", ma complessivamente T.A.O.H ricalca ancora una volta i dogmi che da sempre ci presenta Tom, ovvero canzoni malinconiche che trasportano una sofferenza sicuramente non provata dallo stesso cantante, ma che usa per dare sfogo alla propria estetica musicale. Complessivamente un disco ben fatto, ma decisamente inferiore al primo e al terzo "All Maps Welcome", che presentava delle ottime tracce sulla scia dell' E.P. d'esordio. In conclusione, un disco degno di ascolto e di buona fattura, consigliabile, esclusivamente però, a coloro che conoscono già Tom Mcrae e sanno già cosa aspettarsi.
Per i neofiti è consigliabile recuperare i dischi precedenti.