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Musica
Il sogno e il veleno
Alex Secone nasce ad Atri il 21 settembre 1986. Si avvicina al pianoforte dapprima giocando con un organo regalatogli dallo zio e in seguito studiando per anni privatamente. Si diploma, quindi, all'Accademia Pescarese in pianoforte moderno nel 2005. Attualmente insegna pianoforte moderno a Pescara, alla scuola di musica Musicopia. Dopo alcune esperienze live con piccoli gruppi di amici, nel 2008 decide di dedicarsi alle sue canzoni nell'intento di mischiare e dar voce alle sue più grandi passioni: la musica e il cinema. E' proprio l'immaginario visivo e storico del cinema ad imprimere la firma maggiore in quello che scrive.
Nel gennaio del 2009, sotto il nome artistico de "il Sogno e il Veleno", autoproduce il suo primo Ep "Di stelle in un caffè" interamente scritto e registrato da lui stesso.
L'Ep è recensito da numerose webzine e riviste del settore: "Rockit", "MusicBoom", "Losthighway", BlowUp", "Saltinaria", "Indiezone" e molte altre.
Questo suo primo lavoro è presentato al Teatro Comunale di Città Sant'Angelo nell'aprile del 2009, con un concerto acustico accompagnato da intermezzi recitati dall'attrice teatrale Roberta D'Orazio.
Sull'onda dell'esperienza di questo suo primo lavoro il Sogno e il Veleno, con lo zaino in spalle pieno delle sue canzoni, ha occasione di girare la sua regione con diversi concerti incentrati perlopiù sulla dimensione a lui più cara, quella acustica.
Ci sono, in questo momento, molte canzoni già scritte che il Sogno e il Veleno è solito suonare dal vivo e che attendono di essere pubblicate.
http://www.myspace.com/ilsognoeilveleno
http://www.facebook.com/pages/il-Sogno-e-il-Veleno/67243053205
http://ilsognoeilveleno.blogspot.com/
OLD BOY
Old boy è il progetto solista di Claudio Carluccio, ex chitarra/voce dei Milkshake, una delle formazioni grunge del panorama indipendente locale.
Dopo lo scioglimento del gruppo nel 2007, Claudio ha continuato a scrivere canzoni e collaborare con altri musicisti. In occasione del festival verranno presentati diversi brani inediti.
www.myspace.com/milkshakeband
www.myspace.com/oldboyinretaired
www.myspace.com/shadowplays
Nico Greco
Nico è un predestinato, uno che è nato per creare musica, un talento per molti versi, uno che da bambino suonava gia la sua chitarra e i dischi del papà nella radio del suo paese, Portocannone, paesino sulla costa adriatica.
Il suo è blues, blues dei più torbidi, con venature folk ma che si affaccia al rock dei più grandi.
Per amanti di Led Zeppelin, Bob Dylan, Doors, Velvet Underground ma anche altri più recenti.
Sono in tre e catturano per la bellezza delle musiche e delle canzoni.
Il suo primo disco è del 2008, The Parade of the Paper Soldier, edito da Seahorse, ed è in uscita il prossimo disco, Blue like Santa Cruz, sempre per Seahorse/Redbirs.
Ecco dove potete sentire alcuni brani:
http://www.myspace.com/nicogreco
Paolo Messere,
solo acustic live from Blessed Child Opera
from "FIFTH" Tour 2011
Definire la musica di Paolo Messere è impresa assai ardua. In dieci anni d'attività col marchio Blessed Child Opera(il primo, omonimo album risale infatti al 2001), l'ex Silken Barb e Ulan Bator ha dimostrato come il sincretismo sia la sua stessa ragion d'essere artistica. Eppure, nonostante l'incredibile varietà di spunti che vi si trovano profusi, le partiture ordite dal cantante/chitarrista hanno sempre un che di familiare. Non stiamo parlando di calligrafismo, di rimandi intertestuali eccessivamente espliciti, al limite del plagio, ad altri autori o pezzi, no (la scrittura del nostro ne è immune): ci riferiamo a quella sensazione di riconoscimento istintivo che ci attraversa ad ogni ascolto delle fatiche discografiche del napoletano, a quel feeling immediato che si instaura coi pezzi e che nasce dal profondo - come se, in realtà, quei suoni, per quanto "strani", imprevedibili, in fondo ci appartenessero da sempre. Quasi degli archetipi, insomma. Al pari di ciò che accadeva con i precedenti "Looking After The Child" (2004), "Happy Ark" (2005) e "Soldiers And Faith" (2008), quando inseriamo "Fifth" nel lettore CD e schiacciamo il tasto "play", la sensazione di un "ritorno a casa" ci prende alle viscere, lasciandoci quasi sgomenti per la sua limpidezza.
Registrato in quasi totale solitudine da Messere tra Sicilia, Sardegna e Toscana, il quinto capitolo della discografia dei Blessed Child Opera è un impasto a tratti mesmerizzante di post-rock, folk, shoegaze, psichedelia, new-wave e persino pop. Tutti gli ingredienti sono perfettamente amalgamanti in un impasto che non conosce squilibri e che al palato rivela un gusto sfaccettato ma armonioso. Alla base di ogni traccia, architetture smaccatamente acustiche, contraddistinte da una linearità che è solo apparente: in realtà, il songwriter partenopeo si mostra piuttosto abile a camuffare ritmiche inquiete e progressioni non sempre ortodosse, grazie ad melodismo sempre brillante, mai banale o autocompiaciuto. Stesso discorso per gli arrangiamenti, in cui violoncello e violino (Fabio Centurione), clarinetto (Pericle Odierna) e pianoforte ed organo (Antonio Sircana) dialogano con la "Sacra Trinità" composta da chitarre (Stefano Sotgiu e lo stesso Messere), basso (ancora Messere) e batteria (Luca Monaco e Vincenzo Bardaro), senza dimenticare un pizzico di elettronica.
E così, eccoci subito catapultati in quel sogno ad occhi aperti che è Nothing Is in Place When It Should, ballad animata da una sorta di tenera, estatica malinconia che si carica di struggente pathos sul finale, lanciato in un crescendo che renderebbe orgogliosi i My Bloody Valentine. Il disco, insomma, non poteva aprire meglio. Il country-rock dalle tinte fosche di Falling è impreziosito dal controcanto di Valeria Sorce, mentreClosed Doors innesta su una trama di folk sognante à la Iron & Wine (versione "The Shepherd Dog") gli umori più cupi di Mark Kozelek. C'è ancora l'impronta dell'ex Red House Painters ed ora Sun Kil Moon in Clear Sky Optimistic, la quale, tuttavia, ostenta una maggior leggerezza (più apparente che reale: basta ascoltare le liriche e le vocals per rendersene conto), figlia dei Belle & Sebastian. Reflection After Nothing èJohnny Cash imbevuto di paranoia, fatalismo e "sense of oppression", mentre I Will Find è un folk-rock oscuro, venato di pulsioni wave, che richiama alla memoria certe cose dei Go Betweens. Se fino a questo punto Messere ci ha deliziato, con Ruby Light vibra il primo, vero colpo al cuore, tirando fuori dal cilindro un'autentica magia. Un sognante arpeggio di chitarra, gli archi che danzano soavi ed una soffusa melodia vocale sono gli ingredienti di questa parabola esistenzialista in forma di post-folk-rock da manuale. Gli altri due centri Mr. Blessed Child Opera li mette a segno subito dopo, con le acustiche Between Us e Keep Me Tight, due nenie dalla purezza quasi francescana. Gli umori '80s di Never To Returnon Your Steps anticipano gli altri due capolavori del full-lenght, la commossa Lonely Friend (per sola chitarra e voce, nello spirito dei folksingeranni '60) e Promised Circles, un mantra psichedelico infarcito di dissonanze di clarinetti free, che esplodono nel delirante e cacofonico crescendo finale.
Si chiude in questo modo "Fifth", album di pregevole fattura, che, sebbene non rivoluzioni nulla, ci regala una piccola gemma di artigianato d'alta classe, segnando un'altra tappa fondamentale nella discografia di Messere, tra le voci più importanti della scena alternative italiana.