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I TALENTI DI CASA NOSTRA
di Michele Sonnini
Lungi da me la sola idea di considerare questo scritto una "recensione".
Non ho le competenze né, onestamente, le capacità critiche per esprimere giudizi e opinioni su questo o quell'artista, su questo o quell'album.
Ciò che mi induce a parlarVi di Antonio Forcione è l'amore per la chitarra (la "suono" da alcuni decenni), il fatto che Antonio è molisano (seppur trapiantato in Inghilterra dai primi anni '80) e - da ultimo ma non per importanza - la persona, l'amico, che me lo ha fatto conoscere ed apprezzare: Nicola Menichetti che, passato a miglior vita a soli 47 anni, sarebbe stato uno dei soci fondatori dell'Associazione Culturale Agorà se solo la violenza della vita non lo avesse momentaneamente allontanato da noi.
Come dicevo, questo scritto ha la sola ambizione di invitarVi all'ascolto di un chitarrista eccezionale, contaminato da ogni genere musicale (seppur ricondotto, per evidenti necessità di semplificazione, al jazz e al world), virtuoso - come pochi - di quello strumento, tanto da annoverare importanti collaborazioni musicali, concerti in ogni parte del mondo e riconoscimenti internazionali ("Hai un tocco bellissimo" Paul McCartney).
Per i suoi lavori, quasi tutti originali, si avvale di eccellenti musicisti e pubblica, da alcuni anni, i suoi album (oramai più di 15) sotto l'etichetta NAIM (ho acquistato i primi CD a Lanciano alla fiera annuale di impianti Hi-Fi).
Ovviamente non tutti i suoi lavori mi hanno entusiasmato allo stesso modo, ma Vi assicuro che è comunque un piacere sentirlo suonare la chitarra: ad una tecnica eccezionale, aggiunge ritmi e sonorità originali, una incredibile simbiosi con lo strumento ed una passione che può essere definita mediterranea (vorrei dire meridionale).
Ora basta, per non essere in contraddizione con le premesse di questo scritto.
Ascoltate il pezzo Landmark inserito nel bellissimo album Tears of Joy del 2005 e vedetelo all'opera in Touch Wood dell'omonimo album del 2003!