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Giorgio Canali

Musica > Recensioni > Album


Nostra Signora della Dinamite
recensione di Angelo Montagano

A sentire la prima canzone, "Quello della foto", Giorgio Canali non ha ancora trovato Lazlotoz ed oltre al "martellatore", è ancora alla ricerca di se stesso. Un "se stesso" sfocato, vacuo, effimero, perso, anzi mai trovato…

"io non esisto, io sono il vuoto, sono quello tagliato via nella foto…
…io sono il buio, non ci sono e non c'ero, io sono la dissolvenza al nero…"

Un Disco (lettera maiuscola, please…) italiano, oh finalmente, che mi ha colpito e persiste nel lettore per essere consumato.
Penso che Giorgio Canali, visto dal vivo 3 volte in 5 mesi da maggio a settembre scorsi, (vi invito a fare quest'esperienza), non abbia bisogno di presentazioni.
Giusto dire che è stato con CCCP, fondatore di CSI, PGR, che ha prodotto, tra gli altri, il primo dei Verdena (altro gruppo italiano che vi invito a seguire) e Le luci della centrale elettrica (che ha accompagnato in tour), che ha collaborato con PFM, Marlene Kuntz, Noir Desir ecc.


Nel frattempo, dal 1998 al 2009, è riuscito a trovare lo spazio per incidere 5 dischi a nome suo e dei Rossofuoco.
L'album che vi suggerisco di ascoltare è uscito ad aprile dello scorso anno e che si intitola "NOSTRA SIGNORA DELLA DINAMITE", si avvale, cosa che assolutamente non guasta, anzi, di una confezione digipack molto curata con tanto di booklet fotografico, tutto rigorosamente in B&W.
Inizia, come detto, con "QUELLO DELLA FOTO" e termina 9 canzoni dopo con la amara ma positiva "MME ET MR CURIE" e la sua coda strumentale

"…e provo ad immaginare che per noi ci sia un mondo nuovo
un mondo fatto per noi e che là fuori ci sia qualcuno
che è ancora vivo…"

Uno dei più bei pezzi della Musica italiana degli ultimi tempi.
Tutto il disco è percorso da un'amarezza di fondo. Romantica, a volte, brutale, diretta, senza fronzoli. Amarezza di chi non le manda a dire…
Tra questi 2 estremi, LEZIONI DI POESIA, una lieve ballata, (con tanto di citazione Quasimodiana…"Trafitto da un raggio di luna al centro di questo mio universo personale…") da dedicare alla luna oppure alle persone importanti:

"e se anche posso vivere senza questo cielo e questo mare
che fatica vivere senza di te…
…e se riesco a tenere i pensieri lontano da tutte le altre cose che mi fanno male
non riesco a tenerli lontano da te…"

E poi NUVOLE SENZA MESSICO, altra ballata, questa volta elettrica, evidente omaggio a Paolo Conte.

Dolce, tenera:
"e ripenso alle 2 o 3 cose che mi fanno davvero:
annegarti negli occhi, rubarti il respiro…"


lucida:
"ammiro gli inutili segni di croce, di chi aspetta la guerra per morire in pace…"

ma anche disperata
"…e chissà quando guarirà questo cuore anoressico
condannato per l'eternità a girare in tondo, in tondo…"

come una nuvola può essere…

Ed ancora TUTTI GLI UOMINI, dedicata, però, a tutte le donne o forse no,

"…per questo resti da sola, ma lo sai che prima o poi ci cascherai ancora,
come un'idiota ti innamorerai di un altro idiota ancora…"

con la citazione finale del disperato canto di Ian Curtis "Love will tear us apart".

C'è da dire ancora dell'attacco diretto all'Italia ed i nostri luoghi comuni in "MP NELLA BG"

"canta che ti passa, paisà
C'è la luna rossa, il centravanti alla riscossa, paisà,
canta, aspetta e spera…"

di luoghi, RIFUGI DI EMERGENZA, dove rintanarsi, per sfuggire alla mediocrità, l'incoerenza e la falsità oppure alle SCHEGGE VAGANTI, che ritroviamo in ogni angolo della nostra vita.

Manca all'appello la canzone che dà il titolo all'album. Tesa, profonda. Sofferta come la sua voce

"Restiamo attoniti quando cade il vento,
stupiti, immobili, resta il silenzio…".

Giorgio ha finito le sue parole, almeno per il momento, ma… RESPIRA ANCORA…






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